Home zazen il dojo insegnamento news links calendario

zen savona      
Kodo Sawaki Roshi - scritti
         
         
 
Il Buon uso delle Facoltà


«Il grand'uomo (1), afferra la spada della saggezza,
Dalla punta di prajna e fiamma adamantina.»

Yoka Daishi, lo Shodoka


Il buddhismo è la religione della saggezza. L'uomo vero porta la spada della saggezza. La saggezza è la nostra unica ispirazione. Il nostro ideale supremo e quello di divenire un uomo vero. Nel nostro mondo, si dice: «Non c'è rimedio alla stupidità.» Il Buddha ha detto : «Non essere amico di un imbecille.»

Ecco la storia di un figlio imbecille. Egli era molto devoto del padre e praticava la pietà figliale con fervore. Suo padre era pelato come un uovo. Un giorno che egli faceva la siesta, le mosche si dimostravano particolarmente aggressive. Andavano e venivano sul cranio pelato. Il figlio devoto tentava di scacciarle con ardore, ma senza risultato. Esasperato, andò su tutte le furie. Afferrò una grossa sfera di legno, la sollevò in alto e con tutta la sua forza la scagliò sulle mosche: le mosche fuggirono e la testa del padre volò in pezzi. A quel punto la divinità degli alberi intonò questo ritornello: «Meglio avere un saggio come nemico che un cretino come alleato.»

Quando il nemico è un saggio, ci si arricchisce interpretando le sue intenzioni. Beninteso, non ci riferiamo qui a dei falsi saggi. Quando si è amici di uno stupido, solo per mostrargli compassione e umanità, si va incontro ad un risultato disastroso.

Afferrare la spada della saggezza è d'importanza vitale, un fattore essenziale nella catena della causalità. Anche senza danaro e senza posizione, far brillare la spada della saggezza senza che la minima particella di menzogna o d'errore possa offuscarla, deve essere l'unica aspirazione di tutti gli esseri umani.

La specie umana si distingue per la sua intelligenza e abilità manuale, grazie alla quale l'uomo ha costruito ogni tipo di macchina. Possiede anche la propensione alla disputa e usa il linguaggio con abilità. In breve, l'uomo possiede ogni sorta di talento. Purtroppo, tra gli umani, sono rari gli individui che fanno buon uso delle loro facoltà. La morale dice che non bisogna fare cattivo uso dei propri doni, io, direi che bisogna fare il possibile per usare al meglio i propri talenti. Un truffatore fa un uso malvagio delle sue abilità, così come un usuraio. Una persona con numerose proprietà e altrettante relazioni anche. Ognuno nel proprio genere, è un esempio di talento mal utilizzato. Cominciando da me, quando mi osservo da vicino, mi accorgo che sono un misero utilizzatore.I percorsi senza errore sono estremamente rari.

Valorizzare al meglio le proprie capacità, è identificarsi a Buddha o Dio. Direi che prima di tutto è necessario conoscersi a fondo, poi dare il meglio di se stessi tagliando le passioni che ci inducono a fare un cattivo uso di noi. Così ci eleviamo al vertice, cima abbagliante di luce che contiene l'intero universo brandendo la lama affilata della saggezza. Possiamo dire altrimenti: afferrare la spada della saggezza significa portare le capacità umane al loro livello ottimale.

Colui che da solo raggiunge questo punto estremo dove il cielo e la terra hanno la medesima radice, dove l'unità di tutte le cose è un'unica cosa con tutto l'universo, quest'uomo possiede la capacità di aiutare gli esseri. Anche se non possiede l'assolutezza di Shakyamuni, non è meno buddha: «Esseri animati e inanimati divengono la Via, erba, alberi, paesi e terre, tutto senza accezioni diviene Buddha.»

Mi sono per lungo tempo attardato su questa sola frase:
Il grand'uomo afferra la spada di saggezza perche essa è fondamentale. Quanto alla spada, dalla punta di prajna e fiamma adamantina essa ha la durezza e splendore del diamante, che simboleggia l'indistruttibilità. Questo ci rassicuri, la spada della saggezza è solida: la sua punta non si piega mai e la sua fiamma non si spegne mai. Il punto importante, è l'uomo che, elevato al suo più alto livello, utilizza al meglio le sue capacità. A quel punto, tiene tra le mani una fiamma di diamante.

E' sconfortante che certe persone passino il loro tempo a cucire vesti per i bambini morti, a fabbricare maschere mortuarie e tombe come residenze secondarie mentre la vita pullula davanti a loro.

Afferrando la spada della saggezza dalla punta di prajna e fiamma adamantina, si afferra la vita fremente, la vita autentica, la vita “senza intermediari”, qui ed ora.

______________________________

(1) il grand' uomo : jap. daijobu; chin. ta-chang-fu; skt. mahapurusa: espressione utilizzata per definire coloro che sono risvegliati alla natura di buddha. Ét. Lamotte, nell'L'Enseignement de Vimalakirti, la traduce con «grand'uomo». A.L. Colas, in "Poemi zen delle Cinque-montagne", cita Jakushitsu Genko (1390-1367) : «La pratica di zazen è cosa per gente solida (daijobu). Non è alla portata dei temperamenti deboli e fragili…» Sottolinea che grand'uomo «può prestarsi a fraitendimenti». Daijobu è un essere sano di spirito, moralmente forte, capace di liberarsi dalle malattie delle passioni contratte dall'intelletto e dall'attaccamento dell'uomo ordinario.

Estratto del Chant de l'Éveil : "le Shodoka commenté par un maître zen" par Kodo Sawaki (Paris : AZI/Albin Michel, 1999), tradotto dal giapponese da Janine Coursin.

Traduzione Marco Viale

 

Ritorna a ->Insegnamento

 
 
 
 
Statistiche gratis            
             

Zen Savona - tel: 019/484956 - e-mail: info@zensavona.it
AZI associazione zen internazionale (fondatore M° Taisen Deshimaru)  - ABZE associazione buddhista zen europea (sangha del M° Roland Yuno Rech)